Presi Per Caso


Quello che ho ascoltato l’altra notte all’Alpheus non era un concerto. Molto di più. Era il doppio sei uscito da un lancio di dadi gettati controvento, un bicchiere di vino corposo alzato alla luna, la faccia cattiva di un vecchio clown, la ruga di un marinaio consumato dal sole.


Ascoltare i Presi per Caso, gruppo di ex detenuti i cui complessivi anni di galera sono inferiori solo al numero delle ovazioni che il pubblico tributa loro all’inizio di ogni nuovo pezzo, è un’esperienza che ti strappa sorrisi e che ti fa pensare. Alla fine una spallata butta giù tutte le giudiziose certezze e le idee perbene che credevi di avere.

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