Mexico Express

28 aprile 2009

Nicola Okin Frioli è un fotografo italiano che da tanti anni vive in Messico. E affronta con i suoi strumenti la paura generata dalla febbre suina.

Ecco una delle immagini della galleria che sta aggiornando in tempo reale sul suo sito

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Alla lunga, siamo tutti uguali

22 aprile 2009

Dalla rivista Pediatrics: Analisi dell’effetto dei videogames violenti sull’aggressività dei bambini e degli adolescenti di culture differenti (quella statunitense, considerata una cultura “violenta” e quella giapponese, considerata una cultura “non violenta”).

A breve termine: l’aggressività stimolata dai videogiochi violenti viene modulata dall’ambiente culturale, infatti si osserva una differenza significativa tra i ragazzi americani e quelli giapponesi.

A lungo termine: gli indici di aggressività tendono a raggiungere valori simili nei due gruppi, specialmente se l’esposizione è avvenuta nei soggetti più giovani.

N.B. Negli Anni 80 la media settimanale di ore trascorse dagli adolescenti americani ai videogiochi era di 4 ore; nel 2000 è salita a 13 ore.


Presi Per Caso

19 aprile 2009


Quello che ho ascoltato l’altra notte all’Alpheus non era un concerto. Molto di più. Era il doppio sei uscito da un lancio di dadi gettati controvento, un bicchiere di vino corposo alzato alla luna, la faccia cattiva di un vecchio clown, la ruga di un marinaio consumato dal sole.


Ascoltare i Presi per Caso, gruppo di ex detenuti i cui complessivi anni di galera sono inferiori solo al numero delle ovazioni che il pubblico tributa loro all’inizio di ogni nuovo pezzo, è un’esperienza che ti strappa sorrisi e che ti fa pensare. Alla fine una spallata butta giù tutte le giudiziose certezze e le idee perbene che credevi di avere.


Sondaggio Di Girolamo

17 aprile 2009

Giacomo di Girolamo ha detto che non darà nemmeno un centesimo di euro per gli aiuti ai terremotati.

NB: alle 23.50 del 16 aprile il sito Marsala.it, dove è pubblicato il testo di Di Girolamo, è inaccessibile (forse per un sovraccarico). Il testo lo trovate anche qui.


Riflessione

16 aprile 2009

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Sono morti mentre dormivano, mentre cercavano di scappare, mentre si chiedevano cosa stesse succedendo. Le case sono crollate, la terra si è aperta e non ha fatto distinzioni. Sono morti bambini, ragazzi, anziani, uomini e donne. Il terremoto a L’Aquila ha buttato giù case, scuole, chiese, palazzi pubblici, pali della luce, qualsiasi cosa stava in piedi. Ha aperto l’asfalto delle strade e ha cancellato in pochi secondi la lunga storia di borghi antichi, il lavoro dell’uomo, la sua fatica, i suoi sogni.

Dopo il terremoto sono arrivate le televisioni. Le facce contrite dei giornalisti hanno raccontato, le macchine da presa hanno inquadrato, filmato la tragedia, fotografato il dolore. Così nelle case di tutti gli italiani il terremoto è entrato senza bussare e come al solito senza bussare sono entrate le lacrime, le espressioni di chi è stato colpito dalla tragedia, gli occhi spenti, gli occhi disperati, gli occhi bagnati e le voci rotte dal pianto.

Così, dopo il terremoto e dopo l’ingresso della televisione, dalle case degli italiani sono usciti fuori il cordoglio e la solidarietà. Il senso di una straordinaria fratellanza e di una sentita partecipazione che soltanto in momenti come questo riescono a bucare la coperta dell’indifferenza che ricopre solitamente il nostro vivere quotidiano e lo tiene ben al riparo da tutto quanto succede.

 Adesso, dopo il terremoto, dopo l’abbuffata televisiva e dopo la partecipazione dell’Italia tutta, quello che mi gira in testa è solo qualche domanda. Possibile che sia reale solo quello che la scatola televisiva fa vedere? Possibile che l’unico dolore capace di commuovere sia quello dietro le telecamere?


Quel mazzolin di fiori…

16 aprile 2009

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Sezione istologica di mammella: la struttura in blu che sembra un mazzo di fiori è la componente ghiandolare; la parte rosa che la circonda è il tessuto connettivo di sostegno. In questo caso è in eccesso e viene rimosso perché schiaccia e deforma la ghiandola.


Togliamo il velo impietoso

16 aprile 2009

d16_040d0336A proposito di vittime dell’Iraq. Si è parlato molto della rimozione del divieto di mostare le bare dei soldati americani morti in guerra, divieto imposto per ragioni propagandistiche durante l’amministrazione Bush e rimosso appunto da Barack Obama.

Qui c’è la gallery del portale Boston.com sul ritorno delle salme in patria.